La fotocatalisi

L’inquinamento outdoor e quello indoor rappresentano un’importante minaccia per la salute dell’uomo. La ricerca scientifica e tecnologica si è indirizzata da tempo verso l’impiego di sostanze capaci di abbattere gli elementi nocivi presenti nell’atmosfera. Tuttavia i tradizionali metodi di decontaminazione dell’aria sono spesso energeticamente e chimicamente dispendiosi e i residui provenienti da tali processi ne incrementano sovente il problema.

Un’alternativa allo sfruttamento petrolifero e del nucleare a fini energetici è l’energia solare: questa energia rinnovabile e pulita costituisce una delle più importanti opportunità per lo sviluppo tecnologico ecosostenibile. Il bisogno di un ambiente più pulito e di una migliore qualità della vita spingono a pensare a un uso eco-compatibile della luce e del sole (https://scienzaverde.it/energia-solare/).

In questo contesto lo sfruttamento del meccanismo di fotocatalisi in ambito edilizio offre una soluzione molto interessante, tanto da diventare parte integrante della strategia mirante a ridurre l’inquinamento ambientale attraverso l’uso di materiali di costruzione che contengono fotocatalizzatori, in grado di degradare molte molecole inquinanti, organiche e inorganiche (https://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento/dai-mangia-sole-ai-mangia-smog5066/). Presentandosi come un metodo alternativo ai classici processi di decomposizione degli inquinanti e di eliminazione di batteri e muffe, la fotocatalisi contribuisce in modo efficace al miglioramento della qualità dell’aria.

Ma come funziona questo meccanismo 100% naturale? Si tratta di un insieme di reazioni fotochimiche che si innescano mediante un catalizzatore sensibile alla luce. La fotocatalisi è applicabile in edilizia, per esempio nelle vernici fotocatalitiche, dove viene inserito un fotocatalizzatore che catturando la luce solare produce ossigeno attivo, riducendo le sostanze inquinanti presenti nell’aria e depurandola di conseguenza.

I materiali fotocatalitici sfruttano quindi le qualità di questo meccanismo per generare effetti positivi in termini sia di antinquinamento che di anti-battericità.

Le vernici fotocatalitiche hanno perciò rappresentato nel mondo dell’edilizia sostenibile una vera e propria rivoluzione: sono infatti in grado di conferire alle pareti irradiate dalla luce le stesse proprietà benefiche e depuranti che il processo di fotosintesi ci ha già da tempo abituato a conoscere. Aumentando la quantità di ossigeno nell’aria, permettono infatti di migliorare notevolmente la salubrità degli ambienti della nostra vita quotidiana.

Questi prodotti hanno però da sempre sofferto di un limite fisico, dato proprio dalle stesse qualità fotocatalitiche: riescono a offrire un effetto di purificazione dell’aria ottimale solamente se irradiate dalla luce solare. Va da sé quindi che, sebbene siano ottime come vernici per esterno, risultano poco efficaci come effettivi disinquinanti negli ambienti interni, dove la luce solare non è sempre presente.

La nostra ricerca scientifica si è quindi spinta più in là, nel tentativo di colmare questa “falla”, per poter offrire al mercato un prodotto fotocatalitico pienamente efficiente sia all’esterno (per combattere l’inquinamento outdoor) che all’interno (per combattere l’inquinamento indoor).

Claint è il frutto di questa ricerca. La sua formula, unita al principipo della fotocatalisi, estende l’effetto fotocatalico a tutti gli ambienti, sia esterni che interni, potendo sfruttare l’intero spettro luminoso. Anche laddove la luce solare non riesce a entrare, quindi, Claint depura costantemente l’aria senza deteriorarsi, garantendo un alto livello di salubrità.

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